Scuola primaria

Girando intorno alle case (II ciclo)

"Igloos" di Mario Merz

Valido dal 25 ottobre 2018 al 24 febbraio 2019

Premessa
La mostra “Igloos” mette in luce e delinea le molteplici traiettorie che hanno generato uno dei corpus di opere fra i più significativi nella produzione di Merz: gli igloo. Nella pratica dell’artista l’igloo se da un lato ha la funzione di delimitare uno spazio, un territorio – o di definire il limite tra lo spazio interno e lo spazio esterno – dall’altro è un simbolo o una metafora della condizione dell’uomo e del suo modo di abitare il mondo di oggi. Nell’immaginario dell’artista l’igloo è allo stesso tempo “mondo e piccola casa” e la sua forma emisferica è protezione, uno spazio in cui rifugiarsi per resistere alla realtà esterna: un piccolo spazio personale che dialoga incessantamente con un contesto più ampio. La mostra “Igloos” assume come punto di partenza l’esposizione personale “Città irreale” di Mario Merz curata da Harald Szeemann nel 1985 alla Kunsthaus di Zurigo dove vennero presentate tutte le tipologie di igloo realizzate fino a quel momento e che l’artista stesso definisce “urbanistica” in quanto i singoli igloo si relazionano creando un “contesto grandioso” e organizzano lo spazio.

Aree di riferimento

  • Geografia
  • Storia
  • Arte e Immagine

Obiettivi educativi
Attraverso l’esplorazione della mostra, i bambini scopriranno perchè Mario Merz  abbia scelto proprio l’igloo come forma prediletta per le sue opere a partire dal 1968. Si insisterà sul fatto che l’igloo è per gli eschimesi un tipo di rifugio temporaneo, una “casa nomade”, che permette alla popolazione Inuit di spostarsi nel rispetto del susseguirsi naturale delle stagioni e, analogamente, permette a Merz di rendere l’igloo ogni volta un’opera nuova scegliendo dimensioni e materiali in base ai cambiamenti della società circostante, del contesto territoriale e della propria urgenza artistica. Questa attività ha lo scopo di far conoscere ai bambini nuovi luoghi e relative identità culturali e di inserirle in una grande struttura urbanistica senza strade, ma piena di luoghi da abitare, metafora del nostro mondo, pieno di contraddizioni, ma unico e vivo grazie ad esse.

Attività
Partendo dalla frase di Mario Merz (riferita alla mostra del 1985) “Uno dei fenomeni interessanti delle città è la proliferazione delle case in quanto prodotti umani”[1], ai bambini, suddivisi in gruppi, verrà chiesto di comporre un progetto urbanistico ispirato nella struttura e nella composizione dalle suggestioni avute in mostra. Ad ogni gruppo verrà assegnato un particolare angolo del mondo e, grazie all’aiuto dei libri “Bambini nel mondo”, di Maia Brami e Karine Daisay e “Mappe” di Aleksandra Mizielinska e Daniiel Mizielinski, dovrà realizzare delle unità abitative che potranno essere personalizzate e messe in relazione con quelle degli altri gruppi arricchendone il valore e l’unicità.

Numeri senza fine (II ciclo)

"Igloos" di Mario Merz

Valido dal 25 ottobre 2018 al 24 febbraio 2019

Premessa
La mostra “Igloos” mette in luce e delinea le molteplici traiettorie che hanno generato uno dei corpus di opere fra i più significativi nella produzione di Merz: gli igloo. Nel 1970 Merz inserisce nei suoi igloo la sequenza di Fibonacci, matematico che nel 1202 scopre un sistema numerico che basa il suo sistema seriale sulla progressione esponenziale dei numeri derivati da un principio biologico (l’osservazione della riproduzione dei conigli) che vede nella somma di due numeri precedenti il numero successivo: si ottiene quindi una proliferazione numerica 1,1, 2, 3, 5, 8, 13, 21, 34, 55… che, se rappresentata graficamente, genera una spirale. Merz usa questa serie come sintesi dell’energia attiva e della pulsione vitale di crescita che si manifestano nelle sue opere come misura della natura e dell’architettura.

Aree di riferimento

  • Matematica
  • Scienze
  • Arte e immagine

Obiettivi educativi
Obiettivo dell’attività è far scoprire ai bambini la storia della sequenza di Fibonacci e le sue connessioni con il mondo della flora, della fauna, della geometria e dei fenomeni naturali. Come dice l’artista stesso “Il mio scopo è di fare dell’arte naturale con dei numeri. I  numeri di Fibonacci non provengono esclusivamente dalla matematica, ma sono la misura di tempi e spazi uniti […]”[1]. I bambini passeggeranno nella mostra alla ricerca dei numeri rossi e blu disseminati nello spazio espositivo e formalizzeranno, con l’aiuto degli Arts Tutor, ipotesi sul loro significato e utilizzo.

Attività
In seguito all’esplorazione in mostra i bambini potranno approfondire le connessioni tra la sequenza di Fibonacci e l’algebra, la geometria, il mondo vegetale e animale e la conformazione di alcuni fenomeni atmosferici attraverso una serie di esercizi. Concluse le attività propedeutiche i partecipanti saranno invitati a rappresentare la propria visione della realtà attraverso la realizzazione di una spirale di Fibonacci di classe su cui potranno inserire una parola o un numero che, secondo loro, racchiuda l’energia che trasforma il mondo.

[1] Mario Merz, Voglio fare subito un libro, Hopefulmonster, Torino, 2005.

Igloo in viaggio nel tempo e nello spazio (II ciclo)

"Igloos" di Mario Merz

Valido dal 25 ottobre 2018 al 24 febbraio 2019

Premessa
La mostra “Igloos” mette in luce e delinea le molteplici traiettorie che hanno generato uno dei corpus di opere fra i più significativi nella produzione di Merz: gli igloo. Una forma che l’artista ha incessantemente indagato per quasi quarant’anni riconfigurandola ogni volta con materiali ed elementi diversi in una profonda ricerca dei processi di trasformazione dell’uomo e della natura. Nella pratica di Merz l’igloo ha molteplici significati che cambiano ed evolvono di opera in opera. Se da un lato ha la funzione di definire il limite tra lo spazio interno e lo spazio esterno, dall’altro è un simbolo o una metafora della condizione dell’uomo e del suo modo di abitare il mondo di oggi. Per Merz la forma emisferica è “la giusta forma per resistere alla spinta della realtà stessa” e in essa lo spazio e il tempo convivono in perfetto equilibrio in un rapporto di forze inversamente proporzionale. Nell’immaginario dell’artista,inoltre, sono compresenti nell’igloo il contemporaneo e l’arcaico, in una circolarità dove il tempo è sospeso.

 Aree di riferimento

  • Italiano
  • Arte e immagine

Obiettivi educativi
Obiettivo dell’attività è sviluppare le potenzialità narrative dei ragazzi stimolando in loro l’individuazione dei singoli elementi inseriti da Merz negli igloo e dando loro una voce e una storia. L’artista infatti, mosso nella sua produzione artistica da specifiche concezioni di spazio e tempo, ha realizzato ogni singolo igloo immaginandone i legami con la natura, con l’uomo, con il contesto socio-politico con l’architettura, con il linguaggio della pubblicità e dei mass media e persino con la successione numerica di Fibonacci.

Attività
Ai ragazzi sarà consegnata l’immagine di uno degli igloo più significativi all’interno della mostra e sarà chiesto loro di scriverne la storia con l’aiuto di domande chiave come “A quale epoca storica può appartenere questo igloo?”, “Chi avrebbe potuto abitarci?”, “In quale luogo potrebbe essere stata costruita?”. Nella fase conclusiva ogni bambino potrà condividere con i propri compagni la storia del suo igloo.

Pianeti immaginari (I ciclo)

"Igloos" di Mario Merz

Valido dal 25 ottobre 2018 al 24 febbraio 2019

Premessa
La mostra “Igloos” mette in luce e delinea le molteplici traiettorie che hanno generato uno dei corpus di opere fra i più significativi nella produzione di Merz: gli igloo. Una forma che l’artista ha incessantemente indagato per quasi quarant’anni riconfigurandola ogni volta con materiali ed elementi diversi in una profonda ricerca dei processi di trasformazione dell’uomo e della natura. Nella pratica di Merz l’igloo ha molteplici significati che cambiano ed evolvono di opera in opera: se da un lato ha la funzione di definire il limite tra lo spazio interno e lo spazio esterno, dall’altro è un simbolo o una metafora della condizione dell’uomo e del suo modo di abitare il mondo di oggi. Nell’immaginario dell’artista spazio ed energia, il visibile e l’invisibile, cioè le due metà della sfera, convivono in perfetto equilibrio in un rapporto di forze inversamente proporzionale.

Aree di riferimento

  • Italiano
  • Scienze
  • Arte e immagine

Obiettivi educativi
Obiettivo dell’attività è far scoprire ai bambini come ognuno degli igloo di Merio Merz sia unico nel suo genere e sia rappresentazione di un piccolo mondo irripetibile che racconta un momento, un luogo, un’idea, una scelta. La visita in mostra permetterà ai bambini di passeggiare tra una costellazione di igloo semisferici che potrebbero essere la metà visibile di pianeti immaginari, la cui altra metà potrebbe racchiudere una storia ancora tutta da raccontare.

Attività
Suggestionati dall’atmosfera della mostra, ai bambini verrà chiesto di realizzare l’altra metà di uno degli igloo di Mario Merz tenendo presente le modalità di lavoro dell’artista e la sua capacità di raccontare attraverso un’opera complessa, ma al tempo stesso essenziale, la sua visione del mondo.

Diametralmente opposti (I ciclo)

"Igloos" di Mario Merz

Valido dal 25 ottobre 2018 al 24 febbraio 2019

Premessa
Nella pratica di Merz l’igloo ha molteplici significati che cambiano ed evolvono di opera in opera e al suo interno coesistono elementi e concetti in opposizione – leggero-pesante, chiaro-scuro – che vengono accostati per dare vita a nuove entità. L’igloo è un’immagine sintetica, che nella sua forma semisferica include gli elementi della realtà naturale e di quella urbana tra cui la luce, l’acqua, la terra, il legno e le pietre per trasformarli in una visione poetica. Emblematica l’opera Chiaro oscuro / oscuro chiaro del 1983 composta da un igloo di vetri e da un igloo completamente coperta da fascine che si intersecano come il giorno e la notte.

Aree di riferimento

  • Italiano
  • Scienze
  • Arte e immagine

Obiettivi educativi
Obiettivo dell’attività è far scoprire ai bambini come ognuno degli igloo di Mario Merz sia un “pianeta”, un “mondo unico” che racchiude in sé numerose coppie di opposti che lo rendono completo. A partire da uno degli elementi costitutivi della coppia – come per esempio trasparente, leggero, naturale, curvo – con l’aiuto degli Arts Tutor,  i bambini saranno invitati a trovare l’opposto cercando tra i diversi componenti che costituiscono gli igloo dell’artista.

Attività
Traendo ispirazione dalla modalità di lavoro e di sintesi dell’artista, l’attività laboratoriale prevederà che ogni bambino possa costruire un proprio catalogo degli opposti, composto da schede dove i due elementi in contraddizione si uniscono idealmente in un cerchio perfetto.

Dimore in viaggio (I ciclo)

"Igloos" di Mario Merz

Valido dal 25 ottobre 2018 al 24 febbraio 2019

Premessa
La mostra “Igloos” mette in luce e delinea le molteplici traiettorie che hanno generato uno dei corpus di opere fra i più significativi nella produzione di Merz: gli igloo. Nella pratica dell’artista l’igloo se da un lato ha la funzione di delimitare uno spazio, un territorio – o di definire il limite tra lo spazio interno e lo spazio esterno – dall’altro è un simbolo o una metafora della condizione dell’uomo e del suo modo di abitare il mondo di oggi. L’igloo è un’immagine sintetica, che nella sua forma semisferica include gli elementi della realtà naturale e di quella urbana tra cui la luce, l’acqua, la terra, il legno e le pietre per trasformarli in una visione poetica. Nell’immaginario dell’artista l’igloo è allo stesso tempo “mondo e piccola casa” e la sua forma emisferica è protezione, uno spazio in cui rifugiarsi per resistere alla realtà esterna: un piccolo spazio personale che dialoga incessantamente con un contesto più ampio.

Aree di riferimento

  • Geografia
  • Geometria
  • Arte e Immagine

Obiettivi educativi
Attraverso l’esplorazione della mostra, i bambini scopriranno perchè Mario Merz  abbia scelto proprio l’igloo come forma prediletta per le sue opere a partire dal 1968. Si insisterà soprattutto sul fatto che l’igloo eschimese, da cui l’artista ha tratto ispirazione, è un tipo di rifugio temporaneo utilizzato durante gli spostamenti per la caccia: nella sua essenzialità e compattezza permette di mantenere al suo interno il massimo calore possibile e di essere costruita con il materiale a disposizione in perfetta simbiosi con la natura circostante. L’igloo, inoltre, è considerato una “casa nomade” poichè permette agli eschimesi di seguire gli spostamenti della selvaggina nel rispetto del susseguirsi naturale delle stagioni e, analogamente, permette a Merz di renderlo ogni volta un’opera nuova scegliendo dimensioni e materiali in base ai cambiamenti della società circostante, del contesto territoriale e della propria urgenza artistica.

Attività
Traendo ispirazione dagli igloo più significativi presenti in mostra e dalla lettura del libro “La casa più grande del mondo” di Leo Lionni, l’attività individuale prevederà che ogni bambino possa costruire la propria “casa viaggiante”: attraverso la scelta della forma, dei colori, dei materiali e degli odori che la compongono potranno realizzare il rifugio ideale che rispecchi la loro personalità e li possa accompagnare ovunque vogliano.

Per filo e per segno (I e II ciclo)

“the last days in Galliate” di Leonor Antunes

Valido dal 14 settembre 2018 al 13 gennaio 2019

Premessa
Con le sue sculture e installazioni site-specific Leonor Antunes (Lisbona, 1972) indaga figure e temi rimasti ai margini della storia dell’arte, del design e dell’architettura del Ventesimo secolo, e ne fa riemergere le storie attraverso un articolato processo di ricerca. Accanto al suo interesse per il lavoro e le creazioni di personalità soprattutto femminili, è centrale nella pratica artistica di Antunes la scelta dei materiali: elementi naturali e organici – come corda, legno, cuoio, ottone, gomma e sughero – sono lavorati con tecniche artigianali e vernacolari appartenenti a diverse culture ed epoche, e spesso ritenute obsolete. In un intreccio costante di fili – che definiscono le strutture scultoree –  e di narrazioni, Antunes attiva attraverso le sue opere una relazione molto forte con la memoria e il racconto.

Aree di riferimento

  • Italiano
  • Storia
  • Geografia
  • Arte e Immagine

Obiettivi educativi
Attraverso l’esplorazione delle opere di Leonor Antunes, con particolare attenzione alle sculture sospese e ai materiali usati dall’artista, bambini e ragazzi scopriranno come sia possibile raccontare una storia attraverso il sapiente intreccio di forme e colori. Sarà inoltre messo in evidenza dagli Arts Tutor come i fili e le corde che animano e determinano ritmicamente lo spazio espositivo, siano anche i fili narrativi che rappresentano metofaricamente le numerose storie nascoste all’interno della mostra.

Attività
Traendo ispirazione dalla mostra, l’attività individuale prevederà che bambini e ragazzi possano raccontare se stessi  attraverso la costruzione di una storia che abbia come struttura portante un filo.
Nella fase conclusiva, il filo di ogni singolo partecipante andrà a intrecciarsi con quello dei compagni, andando a comporre un tessuto di classe,  composto dalle storie di tutti gli studenti.  Bambini e ragazzi potranno inoltre racontare a voce le proprie storie e le proprie scelte.

Simmetrie ad arte (II ciclo)

“the last days in Galliate” di Leonor Antunes

Valido dal 14 settembre 2018 al 13 gennaio 2019

Premessa
Con le sue sculture Leonor Antunes (Lisbona, 1972) reinterpreta la storia dell’arte, del design e dell’architettura del Ventesimo secolo, e in particolare la tradizione del Modernismo, nelle sue istanze più radicali e di sperimentazione. Ispirandosi al lavoro di artisti, architetti e designer, Antunes conduce un’attenta ricerca sui loro progetti, ne studia le proporzioni e misure e, selezionati alcuni dettagli e frammenti, li trasforma in nuove forme ed eleganti opere d’arte. Le specifiche qualità fisiche, costruttive ed estetiche dei materiali utilizzati – come corda, legno, cuoio, ottone, gomma e sughero –  e la serialità con cui Antunes replica singoli moduli generano opere astratte, nelle quali coesistono la duplicazione e reiterazione dei volumi e la loro geometria, dando vita a esperienze tanto ritmiche e visive quanto sensoriali. In particolare la serie alterated climbing form si configura come una griglia composta da pattern geometrici, elemento di misurazione e scansione del contesto espositivo.

Aree di riferimento

  • Geometria
  • Arte e Immagine

Obiettivi educativi
Attraverso l’esplorazione delle opere di Leonor Antunes, con particolare attenzione alle forme geometriche che costituiscono alcune delle sue sculture e alla disposizione ritmica delle opere nello spazio espositivo, i ragazzi scopriranno come la geometria possa trasformarsi in arte e narrare storie in modo inconsueto. Sarà inoltre messo in evidenza ai partecipanti come sia possibile definire e misurare uno spazio attraverso la ripetizione simmetrica di forme geometriche piane.

Attività
Traendo ispirazione dalle opere presenti in mostra, l’attività individuale prevederà che i ragazzi possano scegliere una figura piana e creare la propria unità di misura geometrica. Dopo aver creato il proprio modulo dovranno replicarlo più volte attraverso un ribaltamento simmetrico per poter effettuare“nuove” e “artistiche” misurazioni. Nel momento conclusivo i partecipanti potranno condividere con la classe il proprio pattern geometrico.

C’era una volta una fabbrica (II ciclo)

Storia di Pirelli HangarBicocca

Premessa
Pirelli HangarBicocca è oggi uno dei più grandi spazi espositivi di arte contemporanea di tutta Europa. Nasce nel 2004 dalla riconversione di uno stabilimento industriale appartenuto al gruppo Ansaldo Breda; durante il corso del Novecento, i 15000 metri quadrati di superficie dell’edificio sono stati sede di una fabbrica dedicata alla costruzione di locomotive.
L’intero quartiere Bicocca infatti, nel corso del Novecento, rappresentava una delle più grandi zone industriali italiane; dagli anni ’80 in poi tutta l’area è stata protagonista di un lungo processo di deindustrializzazione volto a una riqualificazione urbana.
L’“anima industriale” di Pirelli HangarBicocca rimane però spunto fondamentale per l’odierna programmazione artistica, in quanto ogni mostra viene concepita in stretta relazione con l’architettura e lo spazio  dell’edificio.

Aree di riferimento

  • Storia
  • Geografia
  • Arte e immagine

Obiettivi educativi
L’obiettivo dell’attività è quello di far conoscere agli studenti come la storia di Pirelli HangarBicocca si collochi nel più ampio quadro della trasformazione cronologica, urbanistica e geografica del quartiere Bicocca. I partecipanti verranno condotti in un’affascinante scoperta del “prima” e del “dopo” di alcuni degli edifici più significativi della zona: dalla loro origine industriale novecentesca fino alla riqualificazione di oggi.

Attività
Durante l’attività i ragazzi verranno condotti dagli Arts Tutors in visita agli spazi sia interni che esterni della struttura di Pirelli HangarBicocca. Durante l’esplorazione, gli studenti avranno modo di approfondire ulteriormente la storia dell’edificio grazie alla visione di materiale fotografico d’archivio.
Dopo aver scoperto il passato e il presente dell’edificio, verrà chiesto a ogni partecipante di immaginarne una possibile trasformazione futura, tramite una rielaborazione creativa di fotografie dei diversi spazi espositivi della struttura.

Approfondimenti

Un grande quadro polimaterico (II ciclo)

“I Sette Palazzi Celesti 2004-2015” di Anselm Kiefer

A cura di Giuseppe Pisciotta

Premessa
Undici anni dopo la sua inaugurazione, nel settembre del 2015, l’installazione permanente I Sette Palazzi Celesti si è arricchita di cinque opere pittoriche di grandi dimensioni, realizzate da Anselm Kiefer tra il 2009 e il 2013, conferendo all’opera un nuovo significato e ampliando i temi già affrontati nelle torri: le grandi costruzioni architettoniche del passato come tentativo dell’uomo di ascendere al divino, la storia dell’occidente, le costellazioni rappresentate attraverso la numerazione astronomica e, infine, la relazione tra l’uomo e la natura. A partire dagli anni ’70, l’artista tedesco si serve di materiali quali il piombo, il legno, la sabbia, la paglia e i semi per realizzare le sue tele che assumono così una consistenza pastosa e materica.

Aree di riferimento
•Arte e immagine
•Storia

Obiettivi educativi
Durante la visita guidata con gli Arts Tutor, i bambini saranno invitati a scoprire quali materiali ha utilizzato Anselm Kiefer per realizzare le cinque grandi tele presenti nello spazio espositivo e quale sia il significato di ciascuno di essi. Lo scopo dell’attività è far comprendere agli alunni come la scelta di un materiale sia cruciale ai fini della realizzazione dell’opera, poiché dà vita a nuovi linguaggi, nuove soluzioni compositive e nuove storie da interpretare.

Attività
Durante l’attività di laboratorio la classe verrà suddivisa in gruppi e ciascuno di essi dovrà realizzare il proprio quadro polimaterico, ispirandosi alle opere pittoriche presenti in mostra e servendosi dei materiali messi a disposizione, tra cui sabbia, semi, pezzettini di legno e paglia. Al termine dell’attività, gli elaborati verranno messi uno di fianco all’altro così da creare una tela di grandi dimensioni.

Approfondimenti

Miti stellari (II ciclo)

“I Sette Palazzi Celesti 2004-2015” di Anselm Kiefer

Premessa
Nel 2004, in occasione dell’apertura di Pirelli HangarBicocca, Anselm Kiefer ha realizzato l’installazione I Sette Palazzi Celesti, la quale, nel settembre del 2015, è stata arricchita da cinque tele di grandi dimensioni che conferiscono un nuovo significato all’opera dell’artista tedesco. Le torri e le opere pittoriche raccontano storie che hanno come protagonista la sfera celeste, attraverso la rappresentazione di costellazioni, meteoriti e stelle.

Aree di riferimento
• Italiano
• Storia
• Scienze
• Arte e immagine

Obiettivi educativi
Durante la visita guidata con gli Arts Tutor, i ragazzi scopriranno qualcosa in più sulla sfera celeste, attraverso il racconto di storie che parlano di costellazioni, meteoriti e stelle. Lo scopo dell’attività è approfondire, insieme ai partecipanti, come i corpi celesti possano dar vita a diverse letture e interpretazioni, a seconda dell’ambito di riferimento: artistico, mitologico o scientifico.

Attività
A partire dalla lettura di miti e leggende sulle costellazioni, ciascun partecipante sarà invitato a creare la propria servendosi dei materiali messi a disposizione. Al termine dell’attività, gli elaborati verranno disposti uno accanto all’altro per restituire l’idea di un grande cielo in cui possano convivere insiemi di stelle differenti, narratrici di storie inedite.

Approfondimenti

Sulle torri puoi contare! (I e II ciclo)

“I Sette Palazzi Celesti 2004-2015” di Anselm Kiefer

Premessa
I numeri, oltre ad avere una propria valenza matematica, possono possederne anche una simbolica e quindi essere portatori di diverse interpretazioni: i numeri appartengono così intrinsecamente alla vita quotidiana che spesso non se ne percepisce l’importanza, ma, a partire dall’arte antica, sono stati fondamentali per la realizzazione e per l’arricchimento di significato e di valore delle più grandiose opere d’arte. All’interno de I Sette Palazzi Celesti 2004-2015 di Anselm Kiefer si trovano molteplici riferimenti al mondo dei numeri: la ripetizione di singoli moduli, l’uso del doppio, la scelta del numero sette, la presenza di lunghe stringhe numeriche riportate su pezzi di vetro, la numerazione di strane rocce e altri ancora. I bambini scopriranno come un numero apparentemente utilizzato in modo casuale possa portare con sé innumerevoli significati, universali o soggettivi, immediati o nascosti, condivisi o personali.

Aree di riferimento
• Matematica
• Arte e immagine

Obiettivi educativi
Con questa attività i bambini possono prendere coscienza e avvicinarsi al mondo dei numeri in un modo semplice e diretto: essi si dovranno concentrare sull’osservazione attenta dell’opera, per individuarne gli elementi legati al mondo dei numeri come i moduli, i multipli e la presenza del doppio. Si indagherà sul significato dei numeri presenti nell’opera, collegandoli a ciò che gli alunni hanno già appreso a scuola e si farà emergere la pluralità di concetti che i numeri rappresentano.

Attività
Partendo dall’individuazione delle cifre numeriche importanti e significative nella vita quotidiana degli alunni, i bambini approfondiranno come e quanto i numeri siano importanti per riconoscere e comprendere la realtà che li circonda. Durante l’attività di laboratorio ogni bambino potrà realizzare un cubo in cui poter inserire tutti i numeri importanti nella sua vita quotidiana, legati alla sfera personale o scolastica, aiutandolo a dare loro la giusta importanza. Partendo dal modulo cubico, uguale per tutti, si andrà a creare una costruzione di classe che potrà ispirarsi alle torri di Anselm Kiefer oppure prendere nuove e inaspettate forme.

Approfondimenti

Inseguendo una stella (I ciclo)

“I Sette Palazzi Celesti 2004-2015” di Anselm Kiefer

Premessa
L’installazione è una perfetta scenografia per immaginare storie fantastiche e condurre i bambini alla scoperta delle profondità del cielo e per conoscere da vicino i suoi abitanti: le stelle. L’artista stesso le sceglie come custodi di una delle torri, presentandole sotto forma di frammenti di vetro. Ma come sono fatte veramente le stelle? Da cosa nascono? Vivono in eterno?

Aree di riferimento
• Scienze
• Arte e immagine

Obiettivi educativi
Il bambino imparerà in maniera giocosa un concetto complesso come quello della nascita delle stelle, apprendendo come il loro calore  nasca dall’agitazione e dall’unione di particelle di gas e polvere presenti nell’universo. Con l’ausilio di materiale visivo, scoprirà le loro vere sembianze (le punte sono solo una convenzione che l’uomo ha inventato per disegnarle), le materie che le compongono, l’origine della loro luminosità e il loro ciclo biologico.

Attività
La spiegazione della nascita di una stella viene introdotta direttamente durante la visita de I Sette Palazzi Celesti 2004-2015. Tornati in laboratorio, tramite il supporto di materiali visivi, i partecipanti osserveranno direttamente sembianze, forme, composizioni e colori che le stelle assumono nell’universo. I ragazzi saranno  quindi invitati a creare la loro personale e fantasiosa stella tramite l’utilizzo dei vari materiali colorati e luccicanti messi a loro disposizione.

Approfondimenti

La storia siamo noi (I e II ciclo)

“I Sette Palazzi Celesti 2004-2015” di Anselm Kiefer

Premessa
Anselm Kiefer è da sempre conosciuto come “l’artista della Storia”, in particolare quella tedesca, poiché le sue opere nascono da una profonda riflessione sul tema della memoria e del “come ricordare”. Ognuno di noi ha una propria storia ricca di avvenimenti e incontri che ne hanno determinato il corso: si vuole far dunque comprendere ai ragazzi che la loro personalità è influenzata da molteplici fattori che l’attività si prefigge di lasciar emergere.

Aree di riferimento
• Italiano
• Religione
• Storia
• Arte e immagine

Obiettivi educativi
Il laboratorio mira a sottolineare l’importanza della storia individuale, dei ricordi personali e familiari quali unità costituenti della memoria collettiva. Il ragazzo prenderà consapevolezza della sua personalità come frutto delle esperienze vissute e della sua esistenza che va oltre il presente, legandosi indissolubilmente alla storia del proprio contesto.

Attività
Partendo dalla riflessione sull’importanza della memoria nella poetica di Anselm Kiefer, agli studenti sarà chiesto di individuare persone, cose o luoghi che per loro rivestono un particolare significato. Immaginando di poter raccogliere da terra i “Quadri cadenti” di Anselm Kiefer, si chiede di pensare a cosa vorrebbero veder rappresentato all’interno delle cornici; facendo uso del materiale di riciclo messo a loro disposizione, ciascun ragazzo realizzerà il proprio quadro ed il rispettivo “contenuto”.

Approfondimenti

Una torre, una storia (II ciclo)

“I Sette Palazzi Celesti 2004-2015” di Anselm Kiefer

Premessa
Nella realizzazione della sua opera, Anselm Kiefer è stato ispirato profondamente dall’elemento “torre” nella storia, con numerosi riferimenti all’architettura del passato, ma soprattutto alla sua valenza simbolica . Le sue torri, composte da cinque a sette moduli uguali tra loro, diventano testimonianza di ciò che rimane dopo ogni conflitto; il loro aspetto precario, infatti, le fa sembrare delle rovine, memoria di un passato non lontano, oppure presagio di un possibile futuro. Davanti ad esse qualcuno si è chiesto: “Sono resti di un’antica città, di un insediamento industriale o di un villaggio dai tetti di eternit?”. A questa domanda la risposta non è univoca, le interpretazioni sono molteplici e ognuno può proiettarvi il proprio immaginario.

Aree di riferimento
• Italiano
• Storia
• Arte e immagine

Obiettivi educativi
L’attività ha l’obiettivo di avvicinare i bambini in maniera alternativa alla Storia, facendo loro scoprire come in ogni epoca si ripetano a volte le stesse forme architettoniche, ma con funzioni diverse in base al periodo storico di riferimento. Far costruire loro una torre che rispecchi il loro mondo e le loro necessità, individuando un determinato periodo storico a cui far riferimento, mira ad inserirli attivamente nel flusso temporale e a farli manualmente artefici di un passato che diventa testimonianza del presente. Verrà anche sviluppata l’operatività individuale e lo spirito di collaborazione tra i compagni di classe.

Attività
In un primo momento dell’attività verranno mostrate ai bambini le immagini di varie torri che l’uomo ha costruito nella storia: dalle antiche torri di avvistamento ai campanili, dai minareti alla torre di Pisa, dalle torri delle culture più lontane alle torri moderne delle nostre città (come grattacieli e ciminiere). In un secondo momento la classe sarà suddivisa in gruppi a cui verrà chiesto di inventare una torre, ispirandosi a quelle   osservate insieme, immaginandone l’aspetto, la destinazione d’uso, gli obiettivi e le funzioni. Gli studenti potranno scegliere se ispirarsi a una delle forme del passato o costruirne una in linea con le loro necessità odierne.

Approfondimenti