Scuola dell'infanzia

Opposti inseparabili (ultimo anno)

"Igloos" di Mario Merz

Valido dal 25 ottobre 2018 al 24 febbraio 2019

Premessa
Nella pratica di Merz l’igloo ha molteplici significati che cambiano ed evolvono di opera in opera e al suo interno coesistono elementi e concetti in opposizione – leggero-pesante, chiaro-scuro – che vengono accostati per dare vita a nuove entità. L’igloo è un’immagine sintetica, che nella sua forma semisferica include gli elementi della realtà naturale e di quella urbana tra cui la luce, l’acqua, la terra, il legno e le pietre per trasformarli in una visione poetica. Emblematica l’opera Chiaro oscuro / oscuro chiaro del 1983 composta da un igloo di vetri e da un igloo completamente coperta da fascine che si intersecano come il giorno e la notte.

Aree di riferimento

  • Discorsi e parole
  • La conoscenza del mondo
  • Il sé e l’altro

Obiettivi educativi
Obiettivo dell’attività è far scoprire ai bambini come ognuno degli igloo di Mario Merz sia un pianeta, un mondo unico che racchiude in sé numerose coppie di opposti che lo rendono completo.  A partire da uno degli elementi costitutivi della coppia – come per esempio trasparente, leggero, naturale, curvo – con l’aiuto degli Arts Tutor,  i bambini saranno invitati a trovarne l’opposto tra i diversi componenti che compongono gli igloo dell’artista.

Attività
Traendo ispirazione dalla modalità di lavoro e di sintesi dell’artista, l’attività laboratoriale prevederà che ogni bambino possa costruire un proprio catalogo degli opposti, composto da schede dove i due elementi in contraddizione si uniscono idealmente in un cerchio perfetto.

Case viaggianti (ultimo anno)

"Igloos" di Mario Merz

Valido dal 25 ottobre 2018 al 24 febbraio 2019

Premessa
La mostra “Igloos” mette in luce e delinea le molteplici traiettorie che hanno generato uno dei corpus di opere fra i più significativi nella produzione di Merz: gli igloo. Nella pratica dell’artista l’igloo se da un lato ha la funzione di delimitare uno spazio, un territorio – o di definire il limite tra lo spazio interno e lo spazio esterno – dall’altro è un simbolo o una metafora della condizione dell’uomo e del suo modo di abitare il mondo di oggi. L’igloo è un’immagine sintetica, che nella sua forma semisferica include gli elementi della realtà naturale e di quella urbana tra cui la luce, l’acqua, la terra, il legno e le pietre per trasformarli in una visione poetica. Nell’immaginario dell’artista l’igloo è allo stesso tempo “mondo e piccola casa” e la sua forma emisferica è protezione, uno spazio in cui rifugiarsi per resistere alla realtà esterna: un piccolo spazio personale che dialoga incessantamente con un contesto più ampio.

Aree di riferimento

  • Il sé e l’altro
  • Immagini, suoni, colori
  • La conoscenza del mondo

Obiettivi educativi
Attraverso l’esplorazione della mostra, i bambini scopriranno perchè Mario Merz  abbia scelto proprio l’igloo come forma prediletta per le sue opere a partire dal 1968. Si insisterà soprattutto sul fatto che l’igloo eschimese, da cui l’artista ha tratto ispirazione, è un tipo di rifugio temporaneo utilizzato durante gli spostamenti per la caccia: nella sua essenzialità e compattezza permette di mantenere al suo interno il massimo calore possibile e di essere costruita con il materiale a disposizione, in perfetta simbiosi con la natura circostante. L’igloo, inoltre, è considerato una “casa nomade” poichè permette agli eschimesi di seguire gli spostamenti della selvaggina nel rispetto del susseguirsi naturale delle stagioni e, analogamente, permette a Merz di renderlo ogni volta un’opera nuova scegliendo dimensioni e materiali in base ai cambiamenti della società circostante, del contesto territoriale e della propria urgenza artistica.

Attività
Traendo ispirazione dagli igloo più significativi presenti in mostra e dalla lettura del libro “La casa più grande del mondo” di Leo Lionni, l’attività individuale prevederà che ogni bambino possa costruire la propria “casa viaggiante”: attraverso la scelta della forma, dei colori, dei materiali e degli odori che la compongono potranno realizzare il rifugio ideale che rispecchi la loro personalità e li possa accompagnare ovunque vogliano.

Fili che raccontano (ultimo anno)

“the last days in Galliate” di Leonor Antunes

Valido dal 14 settembre 2018 al 13 gennaio 2019

Premessa
Con le sue sculture e installazioni site-specific Leonor Antunes (Lisbona, 1972) indaga figure e temi rimasti ai margini della storia dell’arte, del design e dell’architettura del Ventesimo secolo, e ne fa riemergere le storie attraverso un articolato processo di ricerca. Accanto al suo interesse per il lavoro e le creazioni di personalità soprattutto femminili, è centrale nella pratica artistica di Antunes la scelta dei materiali: elementi naturali e organici – come corda, legno, cuoio, ottone, gomma e sughero – sono lavorati con tecniche artigianali e vernacolari appartenenti a diverse culture ed epoche, e spesso ritenute obsolete. In un intreccio costante di fili – che definiscono le strutture scultoree –  e di narrazioni, Antunes attiva attraverso le sue opere una relazione molto forte con la memoria e il racconto.

Aree di riferimento

  • Linguaggi, creatività, espressione
  • Forme e colori
  • Discorsi e parole
  • Il sé e l’altro

Obiettivi educativi
Attraverso l’esplorazione delle opere di Leonor Antunes, con particolare attenzione alle sculture sospese e ai materiali usati dall’artista, i bambini scopriranno come sia possibile raccontare una storia attraverso il sapiente intreccio di forme e colori. Sarà inoltre messo in evidenza dagli Arts Tutor come i fili e le corde che animano e determinano ritmicamente lo spazio espositivo, siano anche i fili narrativi che rappresentano metofaricamente le numerose storie nascoste all’interno della mostra.

Attività
Traendo ispirazione dalla mostra, l’attività individuale prevederà che ogni bambino possa costruire una storia composta non da parole, ma da fili e materiali che si uniscono tra loro in perfetto equilibrio.
Nel momento conclusivo i partecipanti potranno condividere con i compagni le loro narrazione scultoree.

Inseguendo una stella (ultimo anno)

“I Sette Palazzi Celesti 2004-2015” di Anselm Kiefer

Premessa
L’installazione di Anselm Kiefer è una perfetta scenografia per immaginare storie fantastiche e condurre i bambini alla scoperta delle profondità del cielo e per conoscere da vicino i suoi abitanti: le stelle. L’artista stesso le sceglie come custodi di una delle torri, presentandole sotto forma di frammenti di vetro. Ma come sono fatte veramente le stelle? Da cosa nascono? Vivono in eterno?

Aree di riferimento
•  Linguaggi, creatività, espressione
•  La conoscenza del mondo

Obiettivi educativi
Il bambino imparerà in maniera giocosa un concetto complesso come quello della nascita delle stelle, apprendendo come il loro calore  nasca dall’agitazione e dall’unione di particelle di gas e polvere presenti nell’universo. Con l’ausilio di materiale visivo, scoprirà le loro vere sembianze (le punte sono solo una convenzione che l’uomo ha inventato per disegnarle), le materie che le compongono, l’origine della loro luminosità e il loro ciclo biologico.

Attività
La spiegazione della nascita di una stella viene introdotta direttamente durante la visita de I Sette Palazzi Celesti 2004-2015. Tornati in laboratorio, tramite il supporto di materiali visivi,  i partecipanti osserveranno direttamente sembianze, forme, composizioni e colori che le stelle assumono nell’universo. I ragazzi saranno quindi invitati a creare la loro personale e fantasiosa stella tramite l’utilizzo dei vari materiali colorati e luccicanti messi a loro disposizione.

Approfondimenti

La storia siamo noi (ultimo anno)

“I Sette Palazzi Celesti 2004-2015” di Anselm Kiefer

Premessa
Anselm Kiefer è da sempre conosciuto come “l’artista della Storia”, in particolare quella tedesca, poiché le sue opere nascono da una profonda riflessione sul tema della memoria e del “come ricordare”. Ognuno di noi ha una propria storia ricca di avvenimenti e incontri che ne hanno determinato il corso: si vuole far dunque comprendere ai ragazzi che la loro personalità è influenzata da molteplici fattori che l’attività si prefigge di lasciar emergere.

Aree di riferimento
• Linguaggi, creatività, espressione
• Discorsi e parole
• Il sé e l’altro

Obiettivi educativi
Il laboratorio mira a sottolineare l’importanza della storia individuale, dei ricordi personali e familiari quali unità costituenti della memoria collettiva. Il ragazzo prenderà consapevolezza della sua personalità come frutto delle esperienze vissute e della sua esistenza che va oltre il presente, legandosi indissolubilmente alla storia del proprio contesto.

Attività
Partendo dalla riflessione sull’importanza della memoria nella poetica di Anselm Kiefer, agli studenti sarà chiesto di individuare persone, cose o luoghi che per loro rivestono un particolare significato. Immaginando di poter raccogliere da terra i “Quadri cadenti” di Anselm Kiefer, si chiede di pensare a cosa vorrebbero veder rappresentato all’interno delle cornici; facendo uso del materiale di riciclo messo a loro disposizione, ciascun ragazzo realizzerà il proprio quadro ed il rispettivo “contenuto”.

Approfondimenti