Scuola dell'infanzia

Fili che raccontano (ultimo anno)

“the last days in Galliate” di Leonor Antunes

Valido dal 14 settembre 2018 al 13 gennaio 2019

Premessa
Con le sue sculture e installazioni site-specific Leonor Antunes (Lisbona, 1972) indaga figure e temi rimasti ai margini della storia dell’arte, del design e dell’architettura del Ventesimo secolo, e ne fa riemergere le storie attraverso un articolato processo di ricerca. Accanto al suo interesse per il lavoro e le creazioni di personalità soprattutto femminili, è centrale nella pratica artistica di Antunes la scelta dei materiali: elementi naturali e organici – come corda, legno, cuoio, ottone, gomma e sughero – sono lavorati con tecniche artigianali e vernacolari appartenenti a diverse culture ed epoche, e spesso ritenute obsolete. In un intreccio costante di fili – che definiscono le strutture scultoree –  e di narrazioni, Antunes attiva attraverso le sue opere una relazione molto forte con la memoria e il racconto.

Aree di riferimento

  • Linguaggi, creatività, espressione
  • Forme e colori
  • Discorsi e parole
  • Il sé e l’altro

Obiettivi educativi
Attraverso l’esplorazione delle opere di Leonor Antunes, con particolare attenzione alle sculture sospese e ai materiali usati dall’artista, i bambini scopriranno come sia possibile raccontare una storia attraverso il sapiente intreccio di forme e colori. Sarà inoltre messo in evidenza dagli Arts Tutor come i fili e le corde che animano e determinano ritmicamente lo spazio espositivo, siano anche i fili narrativi che rappresentano metofaricamente le numerose storie nascoste all’interno della mostra.

Attività
Traendo ispirazione dalla mostra, l’attività individuale prevederà che ogni bambino possa costruire una storia composta non da parole, ma da fili e materiali che si uniscono tra loro in perfetto equilibrio.
Nel momento conclusivo i partecipanti potranno condividere con i compagni le loro narrazione scultoree.

Inseguendo una stella (ultimo anno)

“I Sette Palazzi Celesti 2004-2015” di Anselm Kiefer

Premessa
L’installazione di Anselm Kiefer è una perfetta scenografia per immaginare storie fantastiche e condurre i bambini alla scoperta delle profondità del cielo e per conoscere da vicino i suoi abitanti: le stelle. L’artista stesso le sceglie come custodi di una delle torri, presentandole sotto forma di frammenti di vetro. Ma come sono fatte veramente le stelle? Da cosa nascono? Vivono in eterno?

Aree di riferimento
•  Linguaggi, creatività, espressione
•  La conoscenza del mondo

Obiettivi educativi
Il bambino imparerà in maniera giocosa un concetto complesso come quello della nascita delle stelle, apprendendo come il loro calore  nasca dall’agitazione e dall’unione di particelle di gas e polvere presenti nell’universo. Con l’ausilio di materiale visivo, scoprirà le loro vere sembianze (le punte sono solo una convenzione che l’uomo ha inventato per disegnarle), le materie che le compongono, l’origine della loro luminosità e il loro ciclo biologico.

Attività
La spiegazione della nascita di una stella viene introdotta direttamente durante la visita de I Sette Palazzi Celesti 2004-2015. Tornati in laboratorio, tramite il supporto di materiali visivi,  i partecipanti osserveranno direttamente sembianze, forme, composizioni e colori che le stelle assumono nell’universo. I ragazzi saranno quindi invitati a creare la loro personale e fantasiosa stella tramite l’utilizzo dei vari materiali colorati e luccicanti messi a loro disposizione.

Approfondimenti

La storia siamo noi (ultimo anno)

“I Sette Palazzi Celesti 2004-2015” di Anselm Kiefer

Premessa
Anselm Kiefer è da sempre conosciuto come “l’artista della Storia”, in particolare quella tedesca, poiché le sue opere nascono da una profonda riflessione sul tema della memoria e del “come ricordare”. Ognuno di noi ha una propria storia ricca di avvenimenti e incontri che ne hanno determinato il corso: si vuole far dunque comprendere ai ragazzi che la loro personalità è influenzata da molteplici fattori che l’attività si prefigge di lasciar emergere.

Aree di riferimento
• Linguaggi, creatività, espressione
• Discorsi e parole
• Il sé e l’altro

Obiettivi educativi
Il laboratorio mira a sottolineare l’importanza della storia individuale, dei ricordi personali e familiari quali unità costituenti della memoria collettiva. Il ragazzo prenderà consapevolezza della sua personalità come frutto delle esperienze vissute e della sua esistenza che va oltre il presente, legandosi indissolubilmente alla storia del proprio contesto.

Attività
Partendo dalla riflessione sull’importanza della memoria nella poetica di Anselm Kiefer, agli studenti sarà chiesto di individuare persone, cose o luoghi che per loro rivestono un particolare significato. Immaginando di poter raccogliere da terra i “Quadri cadenti” di Anselm Kiefer, si chiede di pensare a cosa vorrebbero veder rappresentato all’interno delle cornici; facendo uso del materiale di riciclo messo a loro disposizione, ciascun ragazzo realizzerà il proprio quadro ed il rispettivo “contenuto”.

Approfondimenti