Mario Merz - Concerto

21.02.2019 – Ore 21.00

FOAMS, HEAPS, SPONGES, CLOUDS AND VORTEXES

Improvisation of materials, resonances, channels and contingencies
di David Toop, con John Butcher e Lucie Štěpánková

A cura di Pedro Rocha

David Toop (1949) ha sviluppato, a partire dal 1970, una sua personale pratica che spazia tra musica e ascolto, suono e materiali. La sua attività comprende l’improvvisazione musicale, la performance, la scrittura, le sonorità elettroniche, il field recording, la curatela di mostre, la creazione di installazioni di sound art e l’opera lirica. Toop è autore di sette libri che hanno ricevuto importanti riconoscimenti critici ed è professore di Audio Culture and Improvisation al London College of Communication. Negli ultimi anni ha collaborato con Rie Nakajima, Akio Suzuki, Tania Chen, John Butcher, Elaine Mitchener, Henry Grimes, Alasdair Roberts, Thurston Moore, Ryuichi Sakamoto.
David Toop annovera tra i momenti più significativi della propria esistenza gli eventi del maggio 1968, quando partecipa all’occupazione dell’Hornsey College of Art: un’esperienza che ha avuto un’influenza sulla sua pratica sia per quanto riguarda la ricerca di un’essenziale semplicità sia per quanto concerne l’interazione tra ascolto e produzione di suoni che è alla base dell’improvvisazione. Nei suoi progetti più recenti Toop esplora le sonorità di una grande varietà di materiali, dai più semplici e quotidiani ai più sofisticati: una scelta che riflette il suo bisogno di mantenere una connessione con gli aspetti più effimeri della realtà. In questo percorso Toop trova illuminante il lavoro di Mario Merz e dell’Arte Povera. Come Toop stesso afferma, Merz “È stato uno di quei complessi e illuminanti artisti del ventesimo secolo che hanno sviluppato un nuovo linguaggio, nuovi strumenti, un nuovo modo di pensare che rivela gradualmente il suo potenziale nel comprendere la nostra difficile contemporaneità”.
In occasione di questo concerto all’interno della mostra “Igloos” di Mario Merz, David Toop invita a collaborare con lui Lucie Štěpánková, performer e compositrice di musica elettronica, nonchè sound artist, e il sassofonista John Butcher, probabilmente uno tra i più influenti musicisti nell’ambito più sperimentale dell’improvvisazione.