Scuola primaria

Paesaggi di forme (I ciclo)

"The Feeling of Things" di Matt Mullican

Valido dal 12 aprile al 16 Settembre 2018

Premessa
“The Feeling of Things”  è la più grande mostra personale mai realizzata dall’artista americano Matt Mullican; uno dei temi centrali nel suo lavoro è la rappresentazione della città intesa come luogo in cui prendono forma le azioni del quotidiano ed espressione inconscia di una specifica comunità, è usata dall’artista anche come spazio di classificazione e memoria delle esperienze. Come una sorta di mappa, la città è definita da un crocevia di strade e muri, che delineano le cinque aree (i “Cinque Mondi”) a cui il lavoro di Mullican sottende, senza mai rimandare a un luogo reale. Attraverso la mappa di una città – che l’artista sviluppa con la più estesa varietà di materiali, dal disegno su carta, al granito, all’arazzo Gobelins ma soprattutto attraverso immagini generate al computer – l’artista declina il suo modello concettuale all’interno di uno spazio ideale e ordinato.

Aree di riferimento

  • Geometria
  • Geografia
  • Arte e immagine

Obiettivi
Uno degli obiettivi dell’attività didattica è far capire ai bambini come tutto ciò che ci circonda possa essere rappresentato attraverso segni molto semplici, come le forme geometriche principali (triangolo, quadrato, cerchio, rettangolo)  – o porzioni di esse – e con pochi colori essenziali. In particolare, ci si confronterà su come Matt Mullican ha creato all’interno dello spazio espositivo un personale paesaggio urbano basandosi sulle proprie emozioni e sui propri desideri, ma che, nella sua essenza conserva le caratteristiche primordiali della città e lo rende riconoscibile.

Attività
A partire dalla visita guidata alla mostra “The Feeling of Things” ad ogni bambino verrà chiesto di creare il proprio paesaggio urbano dando maggior risalto possibile a ciò che per loro è più importante nel loro quotidiano vivere la città. Gli studenti creerano il proprio paesaggio assemblando in maniera soggettiva strumenti semplici come le forme geometriche e i colori (alla medesima forma uno stesso colore) e associandoli tra loro in modo da rappresentare la propria idea di città.

I colori del mio mondo (II ciclo)

"The Feeling of Things" di Matt Mullican

Valido dal 12 Aprile al 16 Settembre 2018

Premessa
Matt Mullican è un artista che a partire dagli anni Settanta ha sviluppato un complesso vocabolario di segni, immagini e codici in grado di offrire una poliedrica visione dell’universo: un sistema di classificazione che l’artista suddivide in “Cinque Mondi”, ognuno dei quali corrisponde a un certo livello di percezione ed è rappresentato da altrettanti colori. Particolarmente importante è The M.I.T. Project (1990), opera centrale per la definizione del percorso espositivo (di cui ne è una versione colossale), la quale segna il passaggio dalla rappresentazione simbolica del mondo all’esposizione della realtà stessa, attraverso oggetti e materiali di diversa natura organizzati secondo un ordine prestabilito. All’interno della struttura gli oggetti sono a loro volta disposti nelle cinque zone interconnesse, o cinque livelli di significato ognuna riconoscibile dai cinque colori scelti da Mullican.

Aree di riferimento

  • Italiano
  • Storia
  • Geometria
  • Arte e immagine

Obiettivi
Uno degli obiettivi che si propone il percorso è quello di far comprendere ai bambini la differenza tra visione oggettiva e visione soggettiva del mondo. L’attività darà modo ad ogni partecipante di creare un linguaggio visivo e dei codici personali di decodificazione del proprio mondo, che potrà poi condividere con la classe. La visita alla mostra, inoltre, darà modo ai bambini di affrontare la tematica del simbolo, segno che può sottendere numerosi significati: alcuni convenzionalmente condivisi e ad altri strettamente personali.

Attività
A partire da una base rettangolare, ispirata allo schema della seconda cosmologia di Matt Mullican, ogni bambino concepirà la mappa del proprio mondo scegliendo i colori che meglio lo rappresentano. In particolare, ogni singolo partecipante dividerà la mappa in sezioni a cui assegnerà un colore ed una forma.  All’interno di ogni area colorata i bambini potranno descrivere con parole o con immagini gli elementi (luoghi, situazioni, emozioni, attività…) che la caratterizzano. Come momento conclusivo ogni partecipante potrà condividere con la classe la rappresentazione del proprio mondo aggiungendola a quella ideale dell’artista.

Voce agli oggetti (I e II ciclo)

“The Dream Machine is Asleep” di Eva Kot'átková

A cura di Marta Tedolfi

Valido dal 15 febbraio al 22 luglio 2018

Premessa
“The Dream Machine is Asleep” è la prima grande mostra in un’istituzione italiana di Eva Kot’átková, fra le artiste più affermate della sua generazione, che presenta una serie di nuove opere realizzate appositamente per l’esposizione insieme a lavori già noti, riunendo installazioni, sculture, collage e momenti performativi. In particolare, la versione per Pirelli HangarBicocca dell’installazione Theatre of Speaking Objects è composta da oggetti modificati dall’artista, che ha conferito loro caratteristiche antropomorfe come braccia e gambe. Un sistema sincronizzato di luci mette in scena ogni elemento e a turno ciascuno prende vita per raccontare una storia diversa. Il pubblico può muoversi liberamente tra le sculture esposte e sentire i loro racconti in diverse lingue. Con quest’opera Eva Kot’átková mette in relazione il corpo con l’oggetto materico in un gioco di contrapposizioni spaesanti e imprevedibili, in cui elementi inanimati diventano degli strumenti attraverso i quali il corpo può superare degli impedimenti e prendere voce.

Aree di riferimento

  • Italiano
  • Arte e immagine

Obiettivi educativi
L’obiettivo principale della visita guidata e dell’attività laboratoriale è aumentare la familiarità di bambini e ragazzi con le varie forme della narrativa (dalla fiction all’intervista) attraverso l’osservazione delle opere in mostra per capire, insieme agli Arts Tutor, come l’artista abbia tradotto i suoi pensieri utilizzando la scrittura accompagnata sempre da una rappresentazione visiva realizzata con varie tecniche artistiche (in particolar modo disegno e collage).

Attività
Ispirati dall’installazione Theatre of Speaking Objects a bambini e ragazzi verrà chiesto di scegliere un oggetto per loro importante e significativo e provare a immaginare quali storie potrebbe raccontare se improvvisamente prendesse vita. Gli studenti saranno poi guidati nella stesura di un testo che dia forma scritta alla lora fantasia e alla rappresentazione per immagini dell’oggetto scelto utilizzando una delle tecniche di rappresentazione dell’artista.

Cassetti di sogni (I e II ciclo)

“The Dream Machine is Asleep” di Eva Kot'átková

A cura di Lucia Candela

Valido dal 15 febbraio al 22 luglio 2018

Premessa
Eva Kot’átková presenta in Pirellli HangarBicocca la mostra “The Dream Machine is Asleep”, nella quale la tematica del sonno assume una valenza centrale, poichè – attraverso i sogni – si creano nuove visioni e mondi paralleli. L’installazione The Dream Machine is Asleep, che dà il titolo all’intera mostra, si configura come un gigantesco letto che si sviluppa su due piani con un enorme cassettone pieno di sculture create dall’artista che rappresentano i sogni di bambini e ragazzi. Eva Kot’átková esplora i confini tra l’immaginario dell’infanzia e il mondo adulto, proponendo la dimensione onirica come territorio di incontro e il sogno diventa per l’artista una forma di narrazione alternativa efficace per descrivere la realtà circostante.

Aree di riferimento

  • Arte e immagine

Obiettivi educativi
L’obiettivo principale dell’attività laboratoriale è ampliare la conoscenza e la capacità di utilizzo di tecniche artistiche diverse per la rappresentazione visiva grazie a momenti di approfondimento, condotti dagli Arts Tutor, sulle opere di Eva Kot’átková.

Attività
Prendendo spunto dall’installazione The Dream Machine is Asleep a bambini e ragazzi verrà chiesto di dar vita  visivamente a un proprio sogno nel cassetto traendo ispirazione dalle tecniche utilizzate dall’artista (in particolar modo dal collage). L’attività si concluderà poi con un momento di condivisione di classe degli elaborati.

 

C’era una volta una fabbrica (II ciclo)

Storia di Pirelli HangarBicocca

Premessa
Pirelli HangarBicocca è oggi uno dei più grandi spazi espositivi di arte contemporanea di tutta Europa. Nasce nel 2004 dalla riconversione di uno stabilimento industriale appartenuto al gruppo Ansaldo Breda; durante il corso del Novecento, i 15000 metri quadrati di superficie dell’edificio sono stati sede di una fabbrica dedicata alla costruzione di locomotive.
L’intero quartiere Bicocca infatti, nel corso del Novecento, rappresentava una delle più grandi zone industriali italiane; dagli anni ’80 in poi tutta l’area è stata protagonista di un lungo processo di deindustrializzazione volto a una riqualificazione urbana.
L’“anima industriale” di Pirelli HangarBicocca rimane però spunto fondamentale per l’odierna programmazione artistica, in quanto ogni mostra viene concepita in stretta relazione con l’architettura e lo spazio  dell’edificio.

Aree di riferimento

  • Storia
  • Geografia
  • Arte e immagine

Obiettivi educativi
L’obiettivo dell’attività è quello di far conoscere agli studenti come la storia di Pirelli HangarBicocca si collochi nel più ampio quadro della trasformazione cronologica, urbanistica e geografica del quartiere Bicocca. I partecipanti verranno condotti in un’affascinante scoperta del “prima” e del “dopo” di alcuni degli edifici più significativi della zona: dalla loro origine industriale novecentesca fino alla riqualificazione di oggi.

Attività
Durante l’attività i ragazzi verranno condotti dagli Arts Tutors in visita agli spazi sia interni che esterni della struttura di Pirelli HangarBicocca. Durante l’esplorazione, gli studenti avranno modo di approfondire ulteriormente la storia dell’edificio grazie alla visione di materiale fotografico d’archivio.
Dopo aver scoperto il passato e il presente dell’edificio, verrà chiesto a ogni partecipante di immaginarne una possibile trasformazione futura, tramite una rielaborazione creativa di fotografie dei diversi spazi espositivi della struttura.

Approfondimenti

Un grande quadro polimaterico (II ciclo)

“I Sette Palazzi Celesti 2004-2015” di Anselm Kiefer

A cura di Giuseppe Pisciotta

Premessa
Undici anni dopo la sua inaugurazione, nel settembre del 2015, l’installazione permanente I Sette Palazzi Celesti si è arricchita di cinque opere pittoriche di grandi dimensioni, realizzate da Anselm Kiefer tra il 2009 e il 2013, conferendo all’opera un nuovo significato e ampliando i temi già affrontati nelle torri: le grandi costruzioni architettoniche del passato come tentativo dell’uomo di ascendere al divino, la storia dell’occidente, le costellazioni rappresentate attraverso la numerazione astronomica e, infine, la relazione tra l’uomo e la natura. A partire dagli anni ’70, l’artista tedesco si serve di materiali quali il piombo, il legno, la sabbia, la paglia e i semi per realizzare le sue tele che assumono così una consistenza pastosa e materica.

Aree di riferimento
•Arte e immagine
•Storia

Obiettivi educativi
Durante la visita guidata con gli Arts Tutor, i bambini saranno invitati a scoprire quali materiali ha utilizzato Anselm Kiefer per realizzare le cinque grandi tele presenti nello spazio espositivo e quale sia il significato di ciascuno di essi. Lo scopo dell’attività è far comprendere agli alunni come la scelta di un materiale sia cruciale ai fini della realizzazione dell’opera, poiché dà vita a nuovi linguaggi, nuove soluzioni compositive e nuove storie da interpretare.

Attività
Durante l’attività di laboratorio la classe verrà suddivisa in gruppi e ciascuno di essi dovrà realizzare il proprio quadro polimaterico, ispirandosi alle opere pittoriche presenti in mostra e servendosi dei materiali messi a disposizione, tra cui sabbia, semi, pezzettini di legno e paglia. Al termine dell’attività, gli elaborati verranno messi uno di fianco all’altro così da creare una tela di grandi dimensioni.

Approfondimenti

Miti stellari (II ciclo)

“I Sette Palazzi Celesti 2004-2015” di Anselm Kiefer

Premessa
Nel 2004, in occasione dell’apertura di Pirelli HangarBicocca, Anselm Kiefer ha realizzato l’installazione I Sette Palazzi Celesti, la quale, nel settembre del 2015, è stata arricchita da cinque tele di grandi dimensioni che conferiscono un nuovo significato all’opera dell’artista tedesco. Le torri e le opere pittoriche raccontano storie che hanno come protagonista la sfera celeste, attraverso la rappresentazione di costellazioni, meteoriti e stelle.

Aree di riferimento
• Italiano
• Storia
• Scienze
• Arte e immagine

Obiettivi educativi
Durante la visita guidata con gli Arts Tutor, i ragazzi scopriranno qualcosa in più sulla sfera celeste, attraverso il racconto di storie che parlano di costellazioni, meteoriti e stelle. Lo scopo dell’attività è approfondire, insieme ai partecipanti, come i corpi celesti possano dar vita a diverse letture e interpretazioni, a seconda dell’ambito di riferimento: artistico, mitologico o scientifico.

Attività
A partire dalla lettura di miti e leggende sulle costellazioni, ciascun partecipante sarà invitato a creare la propria servendosi dei materiali messi a disposizione. Al termine dell’attività, gli elaborati verranno disposti uno accanto all’altro per restituire l’idea di un grande cielo in cui possano convivere insiemi di stelle differenti, narratrici di storie inedite.

Approfondimenti

Sulle torri puoi contare! (I e II ciclo)

“I Sette Palazzi Celesti 2004-2015” di Anselm Kiefer

Premessa
I numeri, oltre ad avere una propria valenza matematica, possono possederne anche una simbolica e quindi essere portatori di diverse interpretazioni: i numeri appartengono così intrinsecamente alla vita quotidiana che spesso non se ne percepisce l’importanza, ma, a partire dall’arte antica, sono stati fondamentali per la realizzazione e per l’arricchimento di significato e di valore delle più grandiose opere d’arte. All’interno de I Sette Palazzi Celesti 2004-2015 di Anselm Kiefer si trovano molteplici riferimenti al mondo dei numeri: la ripetizione di singoli moduli, l’uso del doppio, la scelta del numero sette, la presenza di lunghe stringhe numeriche riportate su pezzi di vetro, la numerazione di strane rocce e altri ancora. I bambini scopriranno come un numero apparentemente utilizzato in modo casuale possa portare con sé innumerevoli significati, universali o soggettivi, immediati o nascosti, condivisi o personali.

Aree di riferimento
• Matematica
• Arte e immagine

Obiettivi educativi
Con questa attività i bambini possono prendere coscienza e avvicinarsi al mondo dei numeri in un modo semplice e diretto: essi si dovranno concentrare sull’osservazione attenta dell’opera, per individuarne gli elementi legati al mondo dei numeri come i moduli, i multipli e la presenza del doppio. Si indagherà sul significato dei numeri presenti nell’opera, collegandoli a ciò che gli alunni hanno già appreso a scuola e si farà emergere la pluralità di concetti che i numeri rappresentano.

Attività
Partendo dall’individuazione delle cifre numeriche importanti e significative nella vita quotidiana degli alunni, i bambini approfondiranno come e quanto i numeri siano importanti per riconoscere e comprendere la realtà che li circonda. Durante l’attività di laboratorio ogni bambino potrà realizzare un cubo in cui poter inserire tutti i numeri importanti nella sua vita quotidiana, legati alla sfera personale o scolastica, aiutandolo a dare loro la giusta importanza. Partendo dal modulo cubico, uguale per tutti, si andrà a creare una costruzione di classe che potrà ispirarsi alle torri di Anselm Kiefer oppure prendere nuove e inaspettate forme.

Approfondimenti

Inseguendo una stella (I ciclo)

“I Sette Palazzi Celesti 2004-2015” di Anselm Kiefer

Premessa
L’installazione è una perfetta scenografia per immaginare storie fantastiche e condurre i bambini alla scoperta delle profondità del cielo e per conoscere da vicino i suoi abitanti: le stelle. L’artista stesso le sceglie come custodi di una delle torri, presentandole sotto forma di frammenti di vetro. Ma come sono fatte veramente le stelle? Da cosa nascono? Vivono in eterno?

Aree di riferimento
• Scienze
• Arte e immagine

Obiettivi educativi
Il bambino imparerà in maniera giocosa un concetto complesso come quello della nascita delle stelle, apprendendo come il loro calore  nasca dall’agitazione e dall’unione di particelle di gas e polvere presenti nell’universo. Con l’ausilio di materiale visivo, scoprirà le loro vere sembianze (le punte sono solo una convenzione che l’uomo ha inventato per disegnarle), le materie che le compongono, l’origine della loro luminosità e il loro ciclo biologico.

Attività
La spiegazione della nascita di una stella viene introdotta direttamente durante la visita de I Sette Palazzi Celesti 2004-2015. Tornati in laboratorio, tramite il supporto di materiali visivi, i partecipanti osserveranno direttamente sembianze, forme, composizioni e colori che le stelle assumono nell’universo. I ragazzi saranno  quindi invitati a creare la loro personale e fantasiosa stella tramite l’utilizzo dei vari materiali colorati e luccicanti messi a loro disposizione.

Approfondimenti

La storia siamo noi (I e II ciclo)

“I Sette Palazzi Celesti 2004-2015” di Anselm Kiefer

Premessa
Anselm Kiefer è da sempre conosciuto come “l’artista della Storia”, in particolare quella tedesca, poiché le sue opere nascono da una profonda riflessione sul tema della memoria e del “come ricordare”. Ognuno di noi ha una propria storia ricca di avvenimenti e incontri che ne hanno determinato il corso: si vuole far dunque comprendere ai ragazzi che la loro personalità è influenzata da molteplici fattori che l’attività si prefigge di lasciar emergere.

Aree di riferimento
• Italiano
• Religione
• Storia
• Arte e immagine

Obiettivi educativi
Il laboratorio mira a sottolineare l’importanza della storia individuale, dei ricordi personali e familiari quali unità costituenti della memoria collettiva. Il ragazzo prenderà consapevolezza della sua personalità come frutto delle esperienze vissute e della sua esistenza che va oltre il presente, legandosi indissolubilmente alla storia del proprio contesto.

Attività
Partendo dalla riflessione sull’importanza della memoria nella poetica di Anselm Kiefer, agli studenti sarà chiesto di individuare persone, cose o luoghi che per loro rivestono un particolare significato. Immaginando di poter raccogliere da terra i “Quadri cadenti” di Anselm Kiefer, si chiede di pensare a cosa vorrebbero veder rappresentato all’interno delle cornici; facendo uso del materiale di riciclo messo a loro disposizione, ciascun ragazzo realizzerà il proprio quadro ed il rispettivo “contenuto”.

Approfondimenti

Una torre, una storia (II ciclo)

“I Sette Palazzi Celesti 2004-2015” di Anselm Kiefer

Premessa
Nella realizzazione della sua opera, Anselm Kiefer è stato ispirato profondamente dall’elemento “torre” nella storia, con numerosi riferimenti all’architettura del passato, ma soprattutto alla sua valenza simbolica . Le sue torri, composte da cinque a sette moduli uguali tra loro, diventano testimonianza di ciò che rimane dopo ogni conflitto; il loro aspetto precario, infatti, le fa sembrare delle rovine, memoria di un passato non lontano, oppure presagio di un possibile futuro. Davanti ad esse qualcuno si è chiesto: “Sono resti di un’antica città, di un insediamento industriale o di un villaggio dai tetti di eternit?”. A questa domanda la risposta non è univoca, le interpretazioni sono molteplici e ognuno può proiettarvi il proprio immaginario.

Aree di riferimento
• Italiano
• Storia
• Arte e immagine

Obiettivi educativi
L’attività ha l’obiettivo di avvicinare i bambini in maniera alternativa alla Storia, facendo loro scoprire come in ogni epoca si ripetano a volte le stesse forme architettoniche, ma con funzioni diverse in base al periodo storico di riferimento. Far costruire loro una torre che rispecchi il loro mondo e le loro necessità, individuando un determinato periodo storico a cui far riferimento, mira ad inserirli attivamente nel flusso temporale e a farli manualmente artefici di un passato che diventa testimonianza del presente. Verrà anche sviluppata l’operatività individuale e lo spirito di collaborazione tra i compagni di classe.

Attività
In un primo momento dell’attività verranno mostrate ai bambini le immagini di varie torri che l’uomo ha costruito nella storia: dalle antiche torri di avvistamento ai campanili, dai minareti alla torre di Pisa, dalle torri delle culture più lontane alle torri moderne delle nostre città (come grattacieli e ciminiere). In un secondo momento la classe sarà suddivisa in gruppi a cui verrà chiesto di inventare una torre, ispirandosi a quelle   osservate insieme, immaginandone l’aspetto, la destinazione d’uso, gli obiettivi e le funzioni. Gli studenti potranno scegliere se ispirarsi a una delle forme del passato o costruirne una in linea con le loro necessità odierne.

Approfondimenti