2012
CUBO
Mostre

Ilya e Emilia Kabakov

The Happiest Man

A cura di Chiara Bertola / 22 Giugno - 2 Settembre 2012

Ilya Kabakov, nato nel 1933 nell’ex Unione Sovietica, è considerato il padre del concettualismo russo. Al centro della sua poetica compare fin dal principio l’analisi della condizione sociale dell’individuo durante il periodo post-staliniano dell’Unione Sovietica. L’arte di Kabakov – che lavora in coppia con la moglie Emilia – ha una forte carica utopica che vede la fuga nell’arte e nell’immaginazione come possibile salvezza dalla quotidianità.
La forma espressiva più frequente nell’arte dei Kabakov è l’“installazione totale”, che comprende elementi architettonici, pittorici, cinematografici, scenografici. Si tratta di uno spazio a sé stante all’interno dello spazio espositivo in cui lo spettatore si immerge in un modo a parte per rivivere, attraverso richiami visivi, sonori e ambientali la realtà sovietica in cui gli artisti sono vissuti.
The Happiest Man è una grande “installazione totale” realizzata nel 2000 che verrà presentata in HangarBicocca in una versione site-specific. L’opera rappresenta la casa del “più felice degli uomini”, che attraverso la sua finestra vede il paesaggio in perpetuo movimento dei film proiettati sullo schermo: una metafora al tempo stesso ironica e malinconica della ricerca di fuga dalla realtà che ha caratterizzato il secolo appena trascorso.