HB School

HB School è il programma gratuito di percorsi appositamente concepiti dal dipartimento educativo di HangarBicocca che integra l'approccio più tradizionale della didattica dell'arte con una metodologia ispirata al principio dell’educare con l’arte.

La programmazione di HB School, rivolta alle scuole di ogni ordine e grado, è orientata alla valorizzazione dei linguaggi artistici dell’arte contemporanea che possano interessare e coinvolgere materie apparentemente distanti dall’arte.
Il progetto si rivolge a tutti gli insegnanti, affinché possano collaborare, da protagonisti, alla lettura delle opere d’arte in relazione alle proprie materie di studio e alle tematiche del presente.

Per le installazioni permanenti e per ogni mostra temporanea ospitata all’interno dello spazio espositivo, vengono progettati percorsi della durata di un’ora e mezza e suddivisi in due fasi: una di osservazione dell’opera e una di sperimentazione laboratoriale.
Le Arts tutor, responsabili della mediazione educativa, accompagnano le classi in visita con l’obiettivo di far vivere l’opera d’arte come uno dei momenti educativi utili ad approfondire i diversi argomenti affrontati in classe dagli insegnanti.

 

Informazioni utili

Date e orari:
Giovedì e venerdì dalle 9.30 alle 11.00 e dalle 11.30 alle 13.00
Sabato dalle 9.30 alle 11.00
Nella medesima fascia oraria possono prenotarsi al massimo due classi contemporaneamente (circa 25 bambini per classe). 

È obbligatorio prenotarsi via mail allegando il documento scaricabile “COME ADERIRE AL PROGRAMMA HB SCHOOL”. La prenotazione potrà considerarsi effettiva esclusivamente alla ricezione di una mail di conferma da parte di HB School.

Per informazioni e prenotazioni scrivere a hbschool@hangarbicocca.org oppure telefonare allo 02 66111573.

Laboratori mostre permanenti

  • Inseguendo una stella

    I Sette Palazzi Celesti

    di Anselm Kiefer

    Inseguendo una stella

    Scuola dell'infanzia e primaria

  • La storia siamo noi

    I Sette Palazzi Celesti

    di Anselm Kiefer

    La storia siamo noi

    Scuola dell'infanzia, primaria e secondaria di I grado

  • Le torri raccontano

    I Sette Palazzi Celesti

    di Anselm Kiefer

    Le torri raccontano

    Scuola secondaria di I grado

  • Uno, nessuno, centomila

    I Sette Palazzi Celesti

    di Anselm Kiefer

    Uno, nessuno, centomila

    Scuola secondaria di I e II grado

Laboratori mostre temporanee

  • Vedo, non vedo

    Primitive

    di Apichatpong Weerasethakul

    Vedo, non vedo

    Scuola dell'infanzia (ultimo anno) e primaria (primo ciclo)

  • Dentro o fuori?

    Primitive

    di Apichatpong Weerasethakul

    Dentro o fuori?

    Scuola primaria (primo e secondo ciclo)

  • Navicelle della memoria

    Primitive

    di Apichatpong Weerasethakul

    Navicelle della memoria

    Scuola primaria (primo e secondo ciclo) e secondaria di I grado

  • Raccontare con le immagini

    Primitive

    di Apichatpong Weerasethakul

    Raccontare con le immagini

    Scuola: primaria (secondo ciclo) e secondaria di I grado

  • Cadavre exquis - Cadavere eccellente

    Primitive

    di Apichatpong Weerasethakul

    Cadavre exquis - Cadavere eccellente

    Scuola secondaria di II grado

Approfondimenti

Inseguendo una stella

I Sette Palazzi Celesti di Anselm Kiefer

Inseguendo una stella

Scuola dell'infanzia e primaria

PREMESSA
L’installazione è una perfetta scenografia per immaginare storie fantastiche e condurre i bambini alla scoperta delle profondità del cielo e per conoscere da vicino i suoi abitanti: le stelle. L’artista stesso le sceglie come custodi di una delle torri, presentandole sotto forma frammenti di vetro. Ma come sono fatte veramente le stelle? Da cosa nascono? Vivono in eterno?

AREE DI RIFERIMENTO
Scienze / Scienze motorie e sportive

OBIETTIVI EDUCATIVI
Il bambino imparerà in maniera giocosa un concetto complesso come quello della nascita delle stelle. Scoprirà le loro vere sembianze (le punte sono solo una convenzione che l’uomo ha inventato per disegnarle), le materie che le compongono, l’origine della loro luminosità e il loro ciclo biologico.
Apprenderanno come il calore nasca dall’agitazione delle particelle di gas e polvere, simulando, attraverso un’attività ludico-motoria, il loro movimento e surriscaldamento.

ATTIVITÀ
La spiegazione della nascita di una stella viene introdotta direttamente durante la visita de I Sette Palazzi Celesti. Tornati in laboratorio gli studenti parteciperanno attivamente alla “nascita” di una stella, per comprendere insieme, partendo dalle basi, la complessa creazione di questi corpi celesti. È possibile declinare questo laboratorio con l’integrazione di una storia (la storia di Tommaso), per aiutare il coinvolgimento e l’immaginazione dei più piccoli.

Approfondimenti

La storia siamo noi

I Sette Palazzi Celesti di Anselm Kiefer

La storia siamo noi

Scuola dell'infanzia, primaria e secondaria di I grado

PREMESSA
Anselm Kiefer è da sempre conosciuto come “l’artista della Storia”, in particolare quella tede­sca, poiché le sue opere nascono da una profonda riflessione sul tema della memoria e del “come ricordare”. Ognuno di noi ha una propria storia ricca di avvenimenti e incontri che ne hanno determinato il corso: si vuole far dunque comprendere ai ragazzi che la loro personalità è influenzata da molteplici fattori che l’attività si prefigge di lasciar emergere.

AREE DI RIFERIMENTO
Geografia / Italiano / Religione / Storia

OBIETTIVI EDUCATIVI
Il laboratorio mira a sottolineare l’importanza della storia individuale, dei ricordi personali e familiari quali unità costituenti della memoria collettiva. Il ragazzo prenderà consapevolezza della sua personalità come frutto delle esperienze vissute e della sua esistenza che va oltre il presente, legandosi indissolubilmente alla storia del proprio contesto.

ATTIVITÀ
Partendo dalla riflessione sull’importanza della memoria nella poetica di Anselm Kiefer, agli studenti sarà chiesto di individuare persone, cose o luoghi che per loro rivestono un partico­lare significato. Immaginando di poter raccogliere da terra i quadri cadenti di Anselm Kiefer, si chiede di pensare a cosa vorrebbero veder rappresentato all’interno delle cornici; facendo uso del materiale di riciclo messo a loro disposizione, ciascun ragazzo realizzerà il proprio quadro ed il rispettivo “contenuto”. Quando tutti avranno realizzato i loro quadri, andranno a costruire una torre con degli scatolo­ni e la useranno per appendere i loro lavori. I quadri di Kiefer tornano al loro posto!!!

Approfondimenti

Le torri raccontano

I Sette Palazzi Celesti di Anselm Kiefer

Le torri raccontano

Scuola secondaria di I grado

PREMESSA
Kiefer, nella realizzazione della sua opera, è stato ispirato profondamente dalla Storia: le sue torri, composte da cinque a sette moduli uguali tra loro, diventano le macerie della Germania alla fine della Seconda Guerra Mondiale e simbolo di ciò che rimane dopo ogni conflitto. Il loro aspetto precario le fa sembrare delle rovine, testimonianze di un passato oppure presagio di un possibile futuro; davanti ad esse qualcuno si è chiesto: “Sono resti di un’antica città, di un insediamento industriale o di un villaggio dai tetti di eternit?”. A questa domanda la risposta non è univoca, le interpretazioni sono molteplici e ognuno può proiettarvi il proprio immaginario. 

AREE DI RIFERIMENTO
Italiano / Storia

OBIETTIVI EDUCATIVI
Il laboratorio ha l’obiettivo di avvicinare i ragazzi in maniera alternativa alla Storia, facendoli sentire direttamente partecipi del flusso degli eventi e favorendo una nuova visione storica che superi la semplice assimilazione dal testo scolastico, puntando, invece, allo sviluppo dell’immaginazione. Far loro ricostruire la storia della torre, individuando un determinato periodo storico a cui far riferimento, mira ad inserirli attivamente nel flusso temporale e a farli manualmente artefici di un passato che diventa testimonianza del presente. Verranno anche sviluppate l’operatività individuale e lo spirito di collaborazione tra i compagni di classe.

ATTIVITÀ
Dopo una riflessione collettiva su I Sette Palazzi Celesti, la classe sarà suddivisa in gruppi a cui verrà chiesto di inventare il passato o il futuro di una torre, immaginandone l’aspetto prima o dopo la trasformazione in rovina e gli eventuali abitanti.

Approfondimenti

Uno, nessuno, centomila

I Sette Palazzi Celesti di Anselm Kiefer

Uno, nessuno, centomila

Scuola secondaria di I e II grado

PREMESSA
Ne I Sette Palazzi Celesti Kiefer utilizza alcuni oggetti caricati di un valore che va al di là di ciò che rappresentano: la torre, il libro, la nave e i frammenti di vetro numerati. Proprio questi ultimi ci condurranno alla scoperta della stella, elemento ricorrente nel nostro quotidiano, nella storia geo­grafica e politica e, più di tutto, nelle religioni.
Vedremo come un’immagine apparentemente banale possa portare con sé innumerevoli signi­ficati, universali e soggettivi, immediati e nascosti, condivisi e personali.
Impareremo che ogni oggetto può evocare un mondo invisibile che va oltre la sua mera rap­presentazione: forma e contenuto, significante e significato non sempre coincidono. Il simbolo è qualcosa di diverso da ciò che appare, la parte visibile di ciò che non è presente.

AREE DI RIFERIMENTO
Arte ed immagine / Italiano / Storia / Religione / Filosofia / Storia dell’Arte

OBIETTIVI EDUCATIVI
I ragazzi saranno chiamati a riflettere sulla molteplicità di sensi che un’immagine porta con sé, im­parando ad andare oltre l’apparenza per conoscere il vero valore che si nasconde dietro alle forme. Comprenderanno la differenza tra segno e simbolo e come a volte siano universali e condivisi da tutti, mentre altre volte siano strettamente soggettivi.

ATTIVITÀ
A partire dal riconoscimento e dall’interpretazione dei simboli de I Sette Palazzi Celesti si riflet­terà sul concetto più ampio di simbolo e i contesti in cui è adoperato.
Partendo quindi dal presupposto che qualunque oggetto quotidiano può rimanere tale, ma an­che assumere una miriade di significati, ai ragazzi verrà chiesto di scegliere un oggetto, una for­ma, un frutto, una parola che più li rappresenta a cui attribuiscono un contenuto e un significato tale da renderlo un simbolo proprio, strettamente soggettivo. 

Approfondimenti

Vedo, non vedo

Primitive di Apichatpong Weerasethakul

Vedo, non vedo

Scuola dell'infanzia (ultimo anno) e primaria (primo ciclo)

Premessa
La mostra di Apichatpong Weerasethakul, immersa nel buio quasi totale dello spazio espositivo, avvolge i visitatori in un’atmosfera magica e misteriosa evocata da immagini che alternano luce e ombra. L’artista mostra, attraverso molteplici supporti visivi, come i luoghi possano cambiare al variare dell’intensità della luce solare e come le persone, al calare del buio, siano spinte a usare l’immaginazione perchè incapaci di vedere la realtà intorno a loro.

Aree di riferimento
Educazione all’immagine / Italiano / Geografia / Scienze

Obiettivi educativi
Scopo dell’attività è rendere maggiormente consapevoli i bambini di come le variazioni della luce solare implichino lo scorrere del tempo, quindi il progressivo trasformarsi del giorno in notte e viceversa, e di come le attività quotidiane siano regolate e determinate dalla presenza o assenza di luce. In particolare, viene posto l’accento su come la luce consente di vedere il mondo, mentre il buio lo lascia solo immaginare  o sognare.

Attività
Prendendo come riferimento la video installazione Primitive, composta da due schermi sovrapposti e che simultaneamente mostrano due video differenti, si consegna ai bambini un foglio metà bianco (il giorno) e metà nero (la notte). Ai partecipanti viene chiesto di rappresentare sullo sfondo bianco, coi vari materiali a disposizione, un luogo dove normalmente svolgono la loro attività diurna preferita e, sullo sfondo nero, ciò che immaginano o che vorrebbero che succeda in quello stesso luogo durante la notte. 

Approfondimenti

Dentro o fuori?

Primitive di Apichatpong Weerasethakul

Dentro o fuori?

Scuola primaria (primo e secondo ciclo)

Premessa
Perno della mostra Primitive è Nabua, villaggio nord-thailandese, dove il regista Apichatpong Weerasethakul ritrova scenari e sensazioni dei luoghi della propria infanzia; con il desiderio di rendere protagoniste dei propri lavori queste zone della Thailandia rurale, a cui sente di appartenere fortemente e che sono estranee alla frenesia di città come Bangkok o Los Angeles, l’artista osserva, esplora, indaga e riprende Nabua e i suoi abitanti. In questa raccolta di video onnipresente è la giungla, ambiente naturale intricato e misterioso in cui è necessario affidarsi più all’udito che alla vista, cui vengono affiancate immagini di luoghi ordinati, sicuri e protetti come la navicella costruita dai giovani abitanti di Nabua, attori dei filmati in mostra.

Aree di riferimento
Geografia / Italiano / Storia

Obiettivi educativi
L’artista racconta gli ambienti della sua infanzia e dei suoi ricordi, mettendo in evidenza come un luogo apparentemente ostile come la giungla, grazie alla sensazione di incertezza che pervade coloro che vi si avventurano, possa essere lo stimolo ideale per immaginare, evocare o sognare liberamente, senza vincoli di alcun tipo. In alternanza a riprese di ambienti esterni, l’artista propone immagini di spazi interni, come le case degli abitanti di Nabua o la navicella/rifugio dei protagonisti dei suoi video. Scopo dell’attività è la riflessione sulle differenze tra luoghi aperti e chiusi, interni ed esterni, e su quali influenze essi abbiano nelle attività quotidiane dei bambini  e nei loro atteggiamenti verso il mondo che li circonda.

Attività
Primo ciclo:
Ispirati dalle immagini dell’artista thailandese ad ogni singolo partecipante viene chiesto di progettare uno spazio fisico (interno o esterno a sua discrezione) in cui vorrebbero trascorrere il maggior tempo possibile, specificando i motivi che li hanno spinti a scegliere quel luogo piuttosto che un altro.

Secondo ciclo:
Ispirati dalle immagini dell’artista thailandese, i bambini vengono divisi in piccoli gruppi a cui viene chiesto di progettare uno spazio fisico (interno o esterno a loro discrezione) che per loro abbia un valore come insieme di individui e che li rappresenti tutti, singolarmente e in gruppo.

Approfondimenti

Navicelle della memoria

Primitive di Apichatpong Weerasethakul

Navicelle della memoria

Scuola primaria (primo e secondo ciclo) e secondaria di I grado

A cura di Francesca Trovalusci

Premessa
Il racconto di Apichatpong Weerasethakul parte da Nabua, villaggio nord-thailandese protagonista di repressioni e assedi da parte dell’esercito di Stato tra gli anni ’60 e ’80 del secolo scorso, la cui storia è ri-pensata e re-immaginata coinvolgendo i giovani del luogo – discendenti dei dissidenti di un tempo – con i quali l’artista ha vissuto e lavorato per alcuni mesi nell’estate 2008. Culmine di questa esperienza di condivisione è la creazione di una navicella, opera d’arte partecipata nella quale la vitalità dei ragazzi si fonde con la visionarietà dell’artista.

Aree di riferimento
Arte e immagine / Educazione alla convivenza civile / Storia

Obiettivi educativi
L’intero progetto multipiattaforma Primitive ruota intorno alla costante ricerca dell’artista di recuperare, rivivere e re-immaginare ciò che andato perduto delle storie individuali e collettive del villaggio di Nabua nel periodo della dura repressione dei contadini thailandesi, presunti comunisti. I discendenti di quest’ultimi, secondo il regista, rendono nuovamente “respirabile” l’aria carica di oppressione di Nabua e diventano protagonisti e collaboratori delle sue ricerche. In ques’ottica di recupero di un passato sepolto, la progettazione e la realizzazione da parte degli abitanti locali di una “navicella spaziale”, diventa metafora della ricostruzione di una memoria collettiva sommersa. Scopo dell’attività è far riflettere gli studenti sulla cancellazione e rimozione della storia di culture lontane da parte della società contemporanea e di come questo vuoto e questa mancanza determinino la necessità di realizzare e di godere di uno spazio che sia contemporanemante rifugio, luogo di riposo e spazio di condivisione di ricordi individuali e, successivamente, collettivi.

Attività 
Ispirati dalla visione delle opere in mostra, i ragazzi sono invitati a immaginare di avere a propria disposizione la navicella dei giovani di Nabua, la quale è in condivisione con tutti i compagni di classe. Ognuno di loro potrà portare con sè un oggetto che appartenga alla propria memoria, il quale, insieme a quelli degli altri studenti, costituisca la memoria collettiva dell’intera classe. 

Approfondimenti

Raccontare con le immagini

Primitive di Apichatpong Weerasethakul

Raccontare con le immagini

Scuola: primaria (secondo ciclo) e secondaria di I grado

Premessa
Il progetto multipiattaforma Primitive mostra in modo completo ed esaustivo tutti i materiali raccolti da Apichatpong Weerasethakul per la realizzazione del lungometraggio vincitore della Palma d’Oro a Cannes (2010) Lo zio Boonmee che si ricorda le vite precedenti, film ispirato dai libri Waiting for the Macaws e A man who can recall his past lives; entrambe queste fonti esprimono la necessità di “ricordare” e di “catalogare ciò che sta per scomparire”.  In linea con questo bisogno dell’artista di ricordare e catalogare per creare una “nuova memoria”, la mostra Primitive costituisce il diario completo delle ricerche condotte dal regista nell’estate del 2008 a Nabua per la realizzazione del film e che, inizialmente, non erano concepite come singole opere d’arte, ma come fasi di lavoro per la relizzazione del lungometraggio.

Aree di riferimento
Educazione all’immagine / Educazione al suono e alla musica / Storia / Italiano

Obiettivi educativi
Nella raccolta dei vari materiali utili alla ricerca, l’artista ha utilizzato supporti visivi differenti, installazione-video, video, video per web, music video e la conversione digitale del libro d’artista Cujo, ai quali ha arbitrariamente scelto di aggiungere o eliminare il suono. Scopo dell’attività è l’osservazione e la riflessione sulle differenti tipologie di rappresentazione dell’immagine visiva nei vari supporti che abbiamo in mostra, con particolare attenzione per le caratteristiche che distinguono l’installazione dal video, dal video per web o dal music video e per il ruolo del suono nel racconto.

Attività
Tenendo presenti le caratteristiche che distinguono le varie opere di Primitive, i bambini verranno suddivisi in piccoli gruppi e ad ognuno di essi verrà affidato un tema o una parola o un concetto che dovrà essere raccontato per immagini utilizzando una delle modalità video di cui si sono apprese le caratteristiche durante la visita guidata. Ogni gruppo avrà a disposizione una fotocamera che possa realizzare dei piccoli filmati e dovrà sviluppare in un video di 30 secondi l’argomento che gli è stato consegnato dalle educatrici. I diversi gruppi verranno supportati nel girato dalle Arts Tutor che poi provvederanno al montaggio.

Approfondimenti

Cadavre exquis - Cadavere eccellente

Primitive di Apichatpong Weerasethakul

Cadavre exquis - Cadavere eccellente

Scuola secondaria di II grado

Premessa
Le opere di Apichatpong Weerasethakul non presentano una struttura narrativa lineare, ma si sviluppano come apparenti documentari che si trasformano continuamente in racconti onirici: si passa da lunghe riprese dettagliate di un luogo o di un personaggio a situazioni nell’ordine del surreale, come l’apparizione improvvisa di un fantasma. Bizzarri incroci che in parte riflettono il modo di vivere della Thailandia rurale, tutt’ora fondato su antiche credenze animistiche, su leggende e superstizioni, sull’inesistenza di una netta linea di demarcazione tra realtà concreta e dimensione spirituale.

Aree di riferimento
Italiano / Storia dell’arte / Lingua e letteratura straniera

Obiettivi educativi
I film e i video dell’artista thailandese, i quali appartengono a vari generi tra cui la fiction, il documentario e il fantasy, non necessariamente vengono presentati al pubblico in una successione logica di immagini narrative, ma sono semplicemente visione ed espressione di associazioni di idee, pensieri, sogni ed emozioni che appartengono all’immaginario del regista e che riflettono la complessità della regione rurale in cui è cresciuto. Scopo del percorso è far emergere, attraverso la visione delle opere in mostra, le differenze tra le modalità di racconto visivo scelte da Apichatpong (installazione-video, video, video per web, music video, conversione digitale del libro d’artista Cujo, ai quali ha arbitrariamente scelto di aggiungere o eliminare il suono) e le distinzioni tra i vari generi narrativi.

Attività
James Quandt nel 2005 paragona la tecnica di narrazione dei film e dei video di Apichatpong Weerasethakul al gioco surrealista cadavre exquis(1) fondato da André Breton. Gli studenti, suddivisi in gruppi, parteciperanno al gioco creando così delle piccole trame surreali e visionarie che poi dovranno tradurre visivamente scegliendo una delle tipologie video analizzate in mostra. Nella realizzazione del progetto i ragazzi potranno attingere ad altre forme di narrazione visiva come la rappresentazione teatrale, la fotografia, il disegno, l’architettura scenografica, la parola scritta, il collage.

 

 

 

 

 

(1) Si basa su un vecchio gioco di società, a cui partecipano più persone, in cui ciascuna delle quali scrive una parola su un foglio di carta, piega la carta per nascondere la parola appena scritta e passa il foglio al giocatore successivo che aggiunge il proprio contributo.

Approfondimenti