9 cose che forse non sapete su Lucio Fontana

8. Le sue opere sono state presentate anche in televisione

“È vero che l’arte è eterna, ma fu sempre legata alla materia, mentre noi vogliamo che essa ne sia svincolata, e che attraverso lo spazio possa durare un millennio, anche nella trasmissione di un minuto” (Lucio Fontana, Manifesto del movimento spaziale per la televisione, 1952, in Lucio Fontana, Manifesti Scritti Interviste, a cura di Angela Sanna, ABSCONDITA, Milano, 2015, p. 33)

Lucio Fontana, esperimenti per le trasmissioni sperimentali RAI, Milano 1952. Foto: Attilio Bacci © Fondazione Lucio Fontana

Fontana comprese l’importanza e la diffusione di un nuovo mezzo tecnologico come la televisione e si dimostrò nuovamente pionieristico nell’utilizzarla per trasmettere il suo lavoro. Nel 1952 Fontana partecipò con alcune opere, Concetti spaziali, generando “immagini luminose” in movimento a una delle trasmissioni televisive sperimentali della RAI. Così facendo Fontana ha intuito come l’opera poteva entrare nelle case degli spettatori, alterando e innovando le sue modalità di visione. Come viene scritto nel manifesto i progressi tecnologici sono “al servizio dell’arte che noi professiamo”.