9 cose che forse non sapete su Lucio Fontana

4. Con i suoi Ambienti spaziali ha influenzato lo sviluppo di movimenti artistici internazionali

“Nel gennaio del 1949 si realizza a Milano alla Galleria del Naviglio il “primo Ambiente spaziale” nel mondo, né pittura né scultura, forma luminosa nello spazio – libertà emotiva dello spettatore”. (Lettera n. 261 del 30  luglio 1951, indirizzata a Gio Ponti, in Lucio Fontana. Lettere 1919-1968, a cura di Paolo Campiglio, Skira, Milano, 1999, pp. 217-218)

Lucio Fontana, Ambiente spaziale a luce nera, 1948-1949 (particolare), “Lucio Fontana, 1946-1960”, Museo d’arte Mendrisio, 2008. Foto: Stefano Spinelli. © Fondazione Lucio Fontana

Ambiente spaziale a luce nera realizzato da Lucio Fontana è un’opera tuttora innovativa e contemporanea, che pone l’accento sulla centralità del visitatore e sulla percezione dell’individuo, inserendosi all’interno della sua ricerca sulla spazio, la luce e il vuoto. Con questo lavoro Fontana ha anticipato e influenzato le opere ambientali di artisti e movimenti italiani ed europei degli anni ’60 e ’70, come quelle del collettivo, nato a Milano nel 1959, Gruppo T (dove T sta per tempo) o del tedesco Gruppo Zero, basate su sfalsamenti ottico-percettivi.

Raffaele Carrieri, Fontana ha toccato la Luna, articolo pubblicato in “Tempo”, XI, n. 8, 19-26 febbraio 1949 (particolare)